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Comunicato stampa presentazione libro a Lavena PT
Inviato da admin-mann il 21/11/200759

Comunicato stampa presentazione libro a Lavena Ponte Tresa

In un libro del Liceo la storia degli emigrati mesorachesi

 

Sarà presentato nei prossimi giorni a Lugano (Svizzera) e a Lavena Ponte Tresa (Varese) il libro ‘Un treno che faceva sognare’, curato da Francesco Spinelli, in collaborazione con Francesco Mannarino, alla cui stesura hanno contribuito, in modo particolare, gli alunni della III D del liceo di Mesoraca. Il volume, di circa 250 pagine, ripercorre, sulla base di testimonianze dirette raccolte tra i protagonisti, la storia dell’emigrazione mesorachese del secondo dopoguerra.

La presentazione del libro si terrà  sabato 24 novembre, alle 16.00 nella Sala “Carlo Cattaneo” del Consolato di Lugano alla presenza del Console Alessandro Pietromarchi, e nuovamente domenica 25 novembre, alle 10,00, presso la Biblioteca Civica "Livia Macchi" di Lavena Ponte Tresa, comune gemellato con Mesoraca.

In entrambe le giornate, la presentazione sarà anticipata dai saluti di Maurizio Cortese, presidente Associazione Mesorachesi in Ticino, di Francesco Gentile, preside del Liceo di Mesoraca, di Salvatore Lonetto e Pietro Roncoroni, sindaci rispettivamente di Mesoraca e di Lavena Ponte Tresa, di Francesco Mangano, assessore alla Cultura del comune di Mesoraca e di Attilio Sarcone, assessore alle attività produttive della Comunità Montana Alto Marchesato Crotonese.

 

All’evento, che si svolge in collaborazione con il Comune di Mesoraca, la Comunità Montana Alto Marchesato Crotonese, l’Associazione Mesorachesi in Ticino (Amit), l’Associazione Reatium (Lavena Ponte Tresa) e il Comune di Lavena Ponte Tresa, parteciperanno anche gli alunni che hanno contribuito alla stesura del libro e che, per l’occasione, ripercorreranno lo stesso tragitto tante volte ricordato nelle testimonianze degli emigranti mesorachesi.

 

Un contributo importante alla ricostruzione della storia dell’emigrazione mesorachese, è stata data anche dall’Amit (Associazione Mesorachesi in Ticino), la cui compagnia teatrale, dopo la presentazione del volume, metterà in scena, sempre nella sala “Carlo Cattaneo” del Consolato di Lugano, la commedia autoprodotta dal titolo "Storia di noi tutti", sulle vicende legate all’emigrazione e alla successiva integrazione dei mesorachesi trasferitisi in Ticino.

 

La due giorni dedicata agli emigranti mesorachesi, sarà arricchita da una mostra fotografica, allestita in via Morazzone a Lavena Ponte Tresa, sabato e domenica mattina, con buffet per i visitatori a base di prodotti tipici mesorachesi, offerto dalla comunità montana Alto Marchesato Crotonese.

 

La scelta di presentare il libro nel Canton Ticino e a Lavena Ponte Tresa, dove risiedono centinaia di lavoratori mesorachesi, ripropone la riflessione sull’importanza dello scambio culturale, fenomeno implicito ad ogni processo migratorio, così come narrato nelle pagine di ‘Un treno che faceva sognare’, un libro che vanta tra le sue fonti principali gli stessi emigranti. I loro racconti hanno permesso ai curatori del volume di stendere una ‘raccolta di storie’, esperienze tra loro simili e diverse al tempo stesso, il cui filo conduttore è il viaggio al ‘nord’.

Dalle prime difficoltà legate alla preparazione alla partenza, il libro ripercorre la storia dell’emigrazione mesorachese dagli anni Cinquanta ad oggi. Il treno, mezzo necessario per raggiungere una località ‘altra’ dove poter realizzare il proprio sogno, rappresenta la metafora del viaggio degli emigranti, fatto di sacrifici e nostalgia, ma che porta con sé la possibilità di aprirsi a nuovi orizzonti e importanti conquiste.

 

La struttura del libro è stata pensata per rendere la dimensione del racconto. Vicende e aneddoti, vengono riproposti tramite virgolettati, così da mantenere intatta la testimonianza e far in modo che i ricordi di quanti hanno vissuto sulla loro pelle l’esperienza migratoria, si materializzino nelle menti di coloro che li leggeranno. Il volume è inoltre arricchito da foto inedite, fornite dagli emigrati e dai loro familiari.

 Questo – si legge nella prefazione del volume - è un libro degli studenti di Mesoraca, che narra l’emigrazione di tanta parte della popolazione di Mesoraca, legittima l’auspicio che la catena migratoria di ieri   possa estendersi fino a oggi, fino cioè a comprendere i tanti immigrati che lavorano nei nostri paesi, nelle nostre case: ciò nella consapevolezza che essi sono risorse e in quanto tali  non possono che arricchire i nostri territori”.



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